La questione energetica è ritornata centrale nel dibattito – dopo i “fasti” della prima crisi petrolifera degli anni ’70 – con un impeto molto maggiore, legato al connubio con la questione ambientale che nel frattempo è esplosa sul fronte del riscaldamento globale. La disponibilità di energia è alla base del nostro modello di società aperta, figlia della rivoluzione industriale. Ad ogni cambiamento delle fonti primarie di energia (oggi è la volta dei combustibili petroliferi, ma nel passato lo è stato per il legno e poi per il carbone) sono associate profonde modificazioni di assetti geopolitici, industriali e sociali che trasformano la civiltà. L’energia è un tema trasversale, che interessa le imprese – produttrici e utilizzatrici – i consumatori e oggi - sempre più – gli investitori. Interessi, ideologie, punti di vista si confrontano quotidianamente in un’arena sempre più infuocata e …fumosa: vorremmo contribuire ad “aumentare l’efficienza di combustione e diminuire la fumosità” di questa arena attraverso il rigore dei numeri e l’analisi serrata delle ipotesi alla base delle opinioni.

 
 
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Novità dal fronte biodisel, Re: alghe

PetroSun Inc. è una società energetica statunitense con sede in Arizona che opera sia nell’ambito dei derivati petroliferi che in quello dei combustibili alternativi.

All’inizio della settimana ha annunciato ufficialmente che il primo di aprile diventerà operativa l’area di Rio Hondo (in Texas) dove verranno coltivate alghe destinate alla produzione di biodiesel commerciale.
L’area è costituita da 1.100 acri (circa 4,4 km2) di stagni di acqua salata in cui le alghe verranno coltivate per fornire, secondo le previsioni, 16,6 milioni di litri di olio di alghe e 50 milioni di kg di biomasse all’anno. Sembra che la PetroSun sia inoltre molto convinta del business, considerato che già pensa ad ampliare la zona coltivata.
Ma non è tutto: forse qualcuno ricorda che il tema del biodiesel prodotto dalle alghe è già stato trattato in due post (L’alga è potere, del 15/11/2007 e La prima mossa, del 24/1/2008) nei quali, tra l’altro, si dice che il contenuto energetico delle alghe è circa trecento volte superiore a quello dei semi di soia e che la coltivazione di queste ultime non è in competizione con la coltivazione di cibo; alla luce di questi dati è interessante notare che il prodotto di 20 dei 1.100 acri è destinato ad alimentare un programma di ricerca e sviluppo per un nuovo carburante per aerei… chissà se la prossima sperimentazione di Virgin Atlantic utilizzerà i risultati di questa ricerca?

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