La questione energetica è ritornata centrale nel dibattito – dopo i “fasti” della prima crisi petrolifera degli anni ’70 – con un impeto molto maggiore, legato al connubio con la questione ambientale che nel frattempo è esplosa sul fronte del riscaldamento globale. La disponibilità di energia è alla base del nostro modello di società aperta, figlia della rivoluzione industriale. Ad ogni cambiamento delle fonti primarie di energia (oggi è la volta dei combustibili petroliferi, ma nel passato lo è stato per il legno e poi per il carbone) sono associate profonde modificazioni di assetti geopolitici, industriali e sociali che trasformano la civiltà. L’energia è un tema trasversale, che interessa le imprese – produttrici e utilizzatrici – i consumatori e oggi - sempre più – gli investitori. Interessi, ideologie, punti di vista si confrontano quotidianamente in un’arena sempre più infuocata e …fumosa: vorremmo contribuire ad “aumentare l’efficienza di combustione e diminuire la fumosità” di questa arena attraverso il rigore dei numeri e l’analisi serrata delle ipotesi alla base delle opinioni.

 
 
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Uno per tutti

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Poco tempo fa mi sono imbattuto nella pubblicità di un prodotto sensazionale: l’ultimo ritrovato della tecnologia questa volta è un dispositivo la cui missione è ridurre gli sprechi energetici domestici esorcizzando le sataniche lucine rosse che si impossessano dei nostri televisori quando li mettiamo in stand by.

Il prodotto, onestamente, sembra molto interessante: tutti abbiamo sentito parlare del primo dei 24 consigli di ENI per risparmiare energia, ma la maggior parte di noi continua a non applicarlo per semplice pigrizia; per questo l’idea di poter spegnere la televisione al posto di metterla in stand by senza dover cambiare le nostre abitudini è grandiosa!
E così sono andato a spulciare il sito del produttore, e mi è passata tutta la poesia: si tratta di un dispositivo con le stesse funzioni di una classica ciabatta fornita di interruttore, solo che in questo caso l’interruttore è un sensore infrarossi che reagisce ai segnali emessi dal tasto on/off dei telecomandi standard. Quello che nessuno dice è che in questo modo ci limitiamo a spostare il problema: spegniamo i circuiti (e non solo le sataniche spie rosse) del televisore ma teniamo accesi quelli del nuovo apparecchio, che rimane in stand by in attesa di segnali dal telecomando!
Per questo ho concluso che al posto di spendere qualche decina di euro per spostare il problema e avere un altro oggetto in giro mi alzerò regolarmente dalla poltrona per accendere e spegnere il televisore, così combatterò anche l’obesità facendo un po’ di moto!


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