La questione energetica è ritornata centrale nel dibattito – dopo i “fasti” della prima crisi petrolifera degli anni ’70 – con un impeto molto maggiore, legato al connubio con la questione ambientale che nel frattempo è esplosa sul fronte del riscaldamento globale. La disponibilità di energia è alla base del nostro modello di società aperta, figlia della rivoluzione industriale. Ad ogni cambiamento delle fonti primarie di energia (oggi è la volta dei combustibili petroliferi, ma nel passato lo è stato per il legno e poi per il carbone) sono associate profonde modificazioni di assetti geopolitici, industriali e sociali che trasformano la civiltà. L’energia è un tema trasversale, che interessa le imprese – produttrici e utilizzatrici – i consumatori e oggi - sempre più – gli investitori. Interessi, ideologie, punti di vista si confrontano quotidianamente in un’arena sempre più infuocata e …fumosa: vorremmo contribuire ad “aumentare l’efficienza di combustione e diminuire la fumosità” di questa arena attraverso il rigore dei numeri e l’analisi serrata delle ipotesi alla base delle opinioni.

 
 
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Un mondo ibrido

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Questa sembra essere la visione di Bob Lutz, vice presidente di GM.
Le richieste del congresso USA per i produttori di autoveicoli sono infatti piuttosto stringenti: proporre una gamma di veicoli che percorra in media 35 miglia per gallone (circa 15 km/l) entro il 2020; e la tecnologia che sembra più facilmente utilizzabile in tempi così brevi è appunto la propulsione ibrida.

Lo scenario che Lutz prospetta prevede che l’80% della gamma prodotti di ciascun produttore sia caratterizzata entro il 2020 da una qualche forma di ibrido, e in questa ottica si sta muovendo GM che a fine 2008 avrà in catalogo ben 8 modelli ibridi, tra cui alcuni ibridi “mild” che permettono un risparmio di carburante limitato ma sono economicamente più abbordabili. Ad oggi infatti uno degli ostacoli alla diffusione dei veicoli ibridi è il loro costo, maggiore di circa 6-7 mila dollari rispetto agli stessi veicoli con motorizzazione tradizionale.
Esiste però una fascia di veicoli per i quali il futuro non è ancora così ben definito agli occhi di Lutz: sono i cosiddetti veicoli pesanti. Per questi c’è ancora molto lavoro da fare per trovare una via certa verso una drastica riduzione dei consumi, citando le parole di Lutz riportate da detnews.com: “Non la conosciamo [la via ndr]. Accettiamo suggerimenti”.
Il nostro suggerimento è di controllare il sito di Volvo, che sta sviluppando dal 1995 la tecnologia ibrida da applicare ai camion che permetterebbe un risparmio dei consumi fino al 35%, e che sarà probabilmente sul mercato nel giro di qualche anno.


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