La questione energetica è ritornata centrale nel dibattito – dopo i “fasti” della prima crisi petrolifera degli anni ’70 – con un impeto molto maggiore, legato al connubio con la questione ambientale che nel frattempo è esplosa sul fronte del riscaldamento globale. La disponibilità di energia è alla base del nostro modello di società aperta, figlia della rivoluzione industriale. Ad ogni cambiamento delle fonti primarie di energia (oggi è la volta dei combustibili petroliferi, ma nel passato lo è stato per il legno e poi per il carbone) sono associate profonde modificazioni di assetti geopolitici, industriali e sociali che trasformano la civiltà. L’energia è un tema trasversale, che interessa le imprese – produttrici e utilizzatrici – i consumatori e oggi - sempre più – gli investitori. Interessi, ideologie, punti di vista si confrontano quotidianamente in un’arena sempre più infuocata e …fumosa: vorremmo contribuire ad “aumentare l’efficienza di combustione e diminuire la fumosità” di questa arena attraverso il rigore dei numeri e l’analisi serrata delle ipotesi alla base delle opinioni.

 
 
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SolarExpo di Verona, l’intervento dell’Ing. Pistorio

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Ho trovato molto illuminante l’intervento dell’ingegner Pistorio di settimana scorsa al SolarExpo, presso la Fiera di Verona.

Nel discorso non poteva ovviamente mancare la citazione alla continua crescita del prezzo del petrolio a cui stiamo assistendo e questo, assieme alla forte instabilità politica dell’area medio-orientale, ha dato l’introduzione alle motivazioni per la spinta verso le energie rinnovabili. Nel contesto attuale infatti, all’attenzione verso i benefici ambientali si sta affiancando un divario di costo sempre minore tra l’utilizzo delle fonti fossili e quelle rinnovabili per la produzione di energia.
Per questi motivi nell’ambito del progetto Industria 2015 sono stati stanziati 250 milioni di euro su un arco temporale di 3 anni per ricerca e sviluppo in ambito fotovoltaico, e poiché il progetto prevede che il finanziamento sia pari ad un terzo degli investimenti, questo significa che nei suddetti 3 anni verranno investiti 750 milioni di euro in ricerca e sviluppo in tale ambito. L’obiettivo di tutto questo è, in primo luogo, abbattere i costi della tecnologia fotovoltaica, che oggi sono i principali responsabili della sua mancata diffusione (che attualmente viene spinta artificialmente dal conto energia), fino a raggiungere il singolo euro per ogni watt di picco installato entro il 2015 (oggi siamo nell’ordine dei 3,00 – 3,20 €). In secondo luogo si punta all’aumento dell’efficienza reale dei pannelli dal 10 – 12% attuale al 20% entro il 2020: in questo senso si prevede che i pannelli a film sottile siano il futuro in quanto quelli tradizionali hanno già raggiunto una certa maturità e non sono prevedibili miglioramenti più che marginali.
Forse tutto questo non sarà la panacea ai problemi energetici del nostro tempo, però sicuramente oltre a spingere sull’acceleratore della ricerca di alternative energetiche che ci possano garantire un minore impatto ambientale e una maggiore indipendenza dai grandi produttori di combustibili fossili, dà anche una bella boccata di ossigeno alle attività di ricerca nostrane… non ci resta che sperare nei migliori risultati!


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