La questione energetica è ritornata centrale nel dibattito – dopo i “fasti” della prima crisi petrolifera degli anni ’70 – con un impeto molto maggiore, legato al connubio con la questione ambientale che nel frattempo è esplosa sul fronte del riscaldamento globale. La disponibilità di energia è alla base del nostro modello di società aperta, figlia della rivoluzione industriale. Ad ogni cambiamento delle fonti primarie di energia (oggi è la volta dei combustibili petroliferi, ma nel passato lo è stato per il legno e poi per il carbone) sono associate profonde modificazioni di assetti geopolitici, industriali e sociali che trasformano la civiltà. L’energia è un tema trasversale, che interessa le imprese – produttrici e utilizzatrici – i consumatori e oggi - sempre più – gli investitori. Interessi, ideologie, punti di vista si confrontano quotidianamente in un’arena sempre più infuocata e …fumosa: vorremmo contribuire ad “aumentare l’efficienza di combustione e diminuire la fumosità” di questa arena attraverso il rigore dei numeri e l’analisi serrata delle ipotesi alla base delle opinioni.

 
 
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La prima mossa: i risultati

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Febbraio è finito… e come promesso torniamo a parlare della sperimentazione che ha visto un 747 di Virgin Atlantic volare tra Londra ed Amsterdam alimentato con una miscela di bio-combustibile al 20%.

Come tutti (favorevoli e contrari all’iniziativa) speravamo e immaginavamo, tutto è andato per il meglio e il volo in questione non ha registrato alcuna anomalia di funzionamento sul motore alimentato a bio-combustibile. Quello che è interessante invece è appunto che solo uno dei quattro motori era alimentato con l'innovativa miscela (per evitare di ricorrere a manovre di emergenza nel caso la sperimentazione fosse fallita), il che dimostra che il volo di prova era veramente una “prima mossa” in un mondo da scoprire.
L’altro aspetto decisamente interessante della sperimentazione è la fonte del bio-combustibile stesso: niente semi di soia o alghe ma olio di cocco e di babassu; la crescita e la raccolta di queste materie prime non è in competizione con la produzione di cibo e non richiede ingenti opere di deforestazione, per questo sono state scelte e sono considerate da Richard Branson più “sostenibili” rispetto ad altre.
Lo stesso Branson ha dichiarato che i test dimostrano che sarebbe possibile aumentare la frazione di bio-combustibile nella miscela al 40%, ma non è tutto già pronto come potrebbe sembrare: allo stato attuale infatti il bio-combustibile ha una temperatura di congelamento più alta rispetto al combustibile tradizionale creando quindi problemi alle quote di crociera. Questo, insieme ad analisi più approfondite sul reale impatto ambientale dei bio-combustibili, sarà sicuramente un fronte aperto per la ricerca e lo sviluppo dei prossimi anni.


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