La questione energetica è ritornata centrale nel dibattito – dopo i “fasti” della prima crisi petrolifera degli anni ’70 – con un impeto molto maggiore, legato al connubio con la questione ambientale che nel frattempo è esplosa sul fronte del riscaldamento globale. La disponibilità di energia è alla base del nostro modello di società aperta, figlia della rivoluzione industriale. Ad ogni cambiamento delle fonti primarie di energia (oggi è la volta dei combustibili petroliferi, ma nel passato lo è stato per il legno e poi per il carbone) sono associate profonde modificazioni di assetti geopolitici, industriali e sociali che trasformano la civiltà. L’energia è un tema trasversale, che interessa le imprese – produttrici e utilizzatrici – i consumatori e oggi - sempre più – gli investitori. Interessi, ideologie, punti di vista si confrontano quotidianamente in un’arena sempre più infuocata e …fumosa: vorremmo contribuire ad “aumentare l’efficienza di combustione e diminuire la fumosità” di questa arena attraverso il rigore dei numeri e l’analisi serrata delle ipotesi alla base delle opinioni.

 
 
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La Norvegia è sempre più vicina a Kyoto

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Da sabato 16/2, in un centro commerciale alle porte di Oslo, i norvegesi possono acquistare certificati di riduzioni di emissioni di CO2 (i CER approvati dall’ONU); ogni certificato vale 1 tonnellata di CO2 (più o meno la quantità emessa da un automobile che viaggia per 5000 km) e costa circa 20 €.

È interessante notare che i norvegesi “possono” e non “devono” acquistare i certificati: sembra infatti che la coscienza ambientale del popolo nord europeo abbia portato alcuni a cercare un luogo dove acquistare i certificati per compensare le circa 11 tonnellate pro capite all’anno di anidride carbonica che ognuno di loro emette nell’atmosfera.
Questa ricerca è appunto terminata sabato scorso in seguito all’accordo tra il centro commerciale Stroemmen Storsenter di Oslo e CO2focus, società norvegese che propone a terzi soluzioni per raggiungere la qualifica di “carbon neutral”; accordo con il quale lo Stroemmen Storsenter ha acquistato 1000 CER, dei quali più di un terzo era già stato venduto entro lunedì a mezzogiorno.
A sua volta, CO2focus ha acquistato i CER da EcoSecurity, una società inglese che li ha ottenuti grazie alla sua partecipazione nello sviluppo di un progetto per la conversione di energia eolica in energia elettrica in India.
Tramite questi passaggi si può in pratica affermare che i norvegesi possono andare al supermercato e contribuire al finanziamento (a fondo perso) di una centrale eolica in India, ossia contribuire a permettere ad un paese in forte sviluppo di saltare parte del percorso che ha reso i paesi oggi “sviluppati” le maggiori fonti di gas serra.
Il fatto che in un giorno e mezzo siano stati raccolti circa 7000 € spontaneamente è sicuramente indice della coscienza ambientale norvegese, quanti ne avremmo raccolti se il centro commerciale fosse stato alle porte di Roma (o qualunque altra città italiana)?

Perché un ipermercato si mette a vendere certificati per la CO2 senza guadagnarci? Basta guardare l’immagine che abbiamo volutamente scelto per questo post. La comunicazione sociale sta diventando sempre più una componente fondamentale della pubblicità, soprattutto nei Paesi anglosassoni e nel Nord Europa. E’ una ennesima riprova che il business ha ormai adottato l’ambiente perché ne intravede più i ritorni che i costi. Un meccanismo di accelerazione importante per affrontare utilmente il tema.


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