La questione energetica è ritornata centrale nel dibattito – dopo i “fasti” della prima crisi petrolifera degli anni ’70 – con un impeto molto maggiore, legato al connubio con la questione ambientale che nel frattempo è esplosa sul fronte del riscaldamento globale. La disponibilità di energia è alla base del nostro modello di società aperta, figlia della rivoluzione industriale. Ad ogni cambiamento delle fonti primarie di energia (oggi è la volta dei combustibili petroliferi, ma nel passato lo è stato per il legno e poi per il carbone) sono associate profonde modificazioni di assetti geopolitici, industriali e sociali che trasformano la civiltà. L’energia è un tema trasversale, che interessa le imprese – produttrici e utilizzatrici – i consumatori e oggi - sempre più – gli investitori. Interessi, ideologie, punti di vista si confrontano quotidianamente in un’arena sempre più infuocata e …fumosa: vorremmo contribuire ad “aumentare l’efficienza di combustione e diminuire la fumosità” di questa arena attraverso il rigore dei numeri e l’analisi serrata delle ipotesi alla base delle opinioni.

 
 
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C’era una volta il lampionario…

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Vi ricordate quando ogni sera in città si aggiravano individui con lunghi bastoni per accendere i lampioni a gas? Beh, probabilmente no, in effetti anche io non me li ricordo perché quando sono nato era già qualche decennio che erano entrati nell’uso corrente i lampioni a energia elettrica!

Però dalle testimonianze che abbiamo sappiamo che nel campo dell’illuminazione pubblica l’avvento dell’energia elettrica fu una vera e propria rivoluzione, e da allora le lampade utilizzate hanno subito miglioramenti che le hanno portate ad essere più efficienti in termini di consumi e a richiedere sempre meno manutenzione a causa dell’allungamento della loro vita media.
Oggi però siamo di fronte ad una nuova rivoluzione nel processo evolutivo dell’illuminazione pubblica: l’utilizzo di led al posto delle lampade tradizionali. È già qualche anno che questo tipo di illuminazione viene impiegata in parchi o aree di sosta, ma non era mai accaduto in Italia che ad essere illuminato in questo modo fosse un tratto di strada, utilizzo che richiede potenze elevate.
Non era mai accaduto prima, ma oggi su un tratto stradale nel comune di Scandiano, provincia di Reggio Emilia, splendono otto lampioni a led. Parlando di miglioramenti in ambito di efficienza energetica e di vita media, si tratta veramente di una rivoluzione in quanto si passa dai 250 W di una lampada tradizionale ai circa 125 W dei led (il 50% di potenza elettrica assorbita in meno a parità di illuminazione) e la durata è superiore alle 50.000 ore di utilizzo, ossia oltre 12 anni.
Oltre a questi dati, già di per sé sufficienti a spiegare l’utilizzo del termine “rivoluzione” al posto di “evoluzione”, i lampioni a led hanno anche alcuni vantaggi accessori non trascurabili, come per esempio l’accensione immediata e l’assenza di sfarfallio del fascio luminoso.
A questo punto c’è da chiedersi: entro quanto tempo i led manderanno in pensione le lampade tradizionali come queste avevano fatto con i lampionari?

Fonte Il Sole 24 Ore


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