La questione energetica è ritornata centrale nel dibattito – dopo i “fasti” della prima crisi petrolifera degli anni ’70 – con un impeto molto maggiore, legato al connubio con la questione ambientale che nel frattempo è esplosa sul fronte del riscaldamento globale. La disponibilità di energia è alla base del nostro modello di società aperta, figlia della rivoluzione industriale. Ad ogni cambiamento delle fonti primarie di energia (oggi è la volta dei combustibili petroliferi, ma nel passato lo è stato per il legno e poi per il carbone) sono associate profonde modificazioni di assetti geopolitici, industriali e sociali che trasformano la civiltà. L’energia è un tema trasversale, che interessa le imprese – produttrici e utilizzatrici – i consumatori e oggi - sempre più – gli investitori. Interessi, ideologie, punti di vista si confrontano quotidianamente in un’arena sempre più infuocata e …fumosa: vorremmo contribuire ad “aumentare l’efficienza di combustione e diminuire la fumosità” di questa arena attraverso il rigore dei numeri e l’analisi serrata delle ipotesi alla base delle opinioni.

 
 
RightStrategy
 
Fondazione Magica Cleme
 
AD Design and Communication
 
Nimeo
 
 

Bella la vita eh?

bella_la_vita.jpg
Ebbene sì, oggi è tutto pronto all’uso: per avere acqua corrente ci basta aprire il rubinetto in cucina o in bagno, per mangiare una bistecca è sufficiente fare un giro al supermercato, per avere luce basta premere un interruttore, e per avere benzina basta andare dal distributore sotto casa… benzina? No, no! Oggi benzina non ce n’è, soprattutto nelle grandi città dove è la paura a farla da padrona: in tanti stamattina correvano verso i distributori, sperando di trovarne uno non ancora a secco, e sono convinto che molti di questi non lo facevano per necessità ma per paura di rimanere con il serbatoio vuoto (ho visto il proprietario di un cinquantino scassato fare il pieno, comprare una tanica da 10 lt e riempire anche quella…).

Nella vita di tutti i giorni è talmente facile approvvigionarsi di quel che ci serve che la tendenza è di dimenticarsi di tutta la struttura produttiva e distributiva che ci permette di affrontare quella che per tutti noi è la quotidianità.
Chi di noi sarebbe disposto a macellare una mucca, o a tirare il collo ad un coniglio, per procacciarsi la cena? Il solo pensarlo ci fa venire per un attimo il panico per quel povero animale… ma si fa presto a dimenticarlo, in fondo è buono e necessario! Parallelamente, e provocatoriamente, chi di noi potrebbe prodursi autonomamente la benzina necessaria alla sua quotidianità?
Per questo giornate come oggi possono essere prese come spunto per riflettere non solo sulle conseguenze del nostro consumo energetico (tema molto importante ma anche molto, ahimé, di moda) ma anche su quelli che sono i fattori abilitanti, che oggi sono minacciati da uno sciopero temporaneo e domani potrebbero essere minacciati da scarse riserve. È importante ricordare che anche questi fattori generano la necessità di sviluppare nuove fonti energetiche. E aggiungo: fonti che siano facilmente decentralizzabili, perché tagliare i costi energetici della distribuzione è equivalente a consumare meno energia per ottenere gli stessi risultati, e questo sarebbe un gran risultato, non solo per coloro che hanno più a cuore i problemi ambientali.


TrackBack

URL di TrackBack per questo post:
http://www.energyinsight.it/admin/mt-tb.cgi/29

Scrivi un commento

(Se non hai mai lasciato un commento in precedenza, il contenuto che inserirai dovrà essere vagliato prima che appaia. Fino ad allora non vedrai il tuo commento pubblicato.)


 

 
Tutti i contenuti di energyinsight.it sono pubblicati secondo la licenza di utilizzo di Creative Commons salvo diverse indicazioni.
© GI³ Srl P.IVA 04774740965